Aprire un negozio online in Italia significa risolvere più cose della semplice scelta della piattaforma: la partita IVA, la fatturazione elettronica obbligatoria, i metodi di pagamento che i clienti si aspettano di trovare e una logistica di spedizioni e resi che non scoraggi chi acquista per la prima volta. Ecco i passaggi nell'ordine in cui conviene affrontarli.
1. Apri la partita IVA e scegli il regime fiscale giusto
Per vendere online in modo regolare serve una partita IVA. Chi parte da zero opta spesso per il regime forfettario, che semplifica la tassazione con un'aliquota agevolata e meno adempimenti. Il limite di ricavi per restare nel regime è di 85.000 euro annui, con una soglia di decadenza immediata a 100.000 euro: superarla nel corso dell'anno significa passare subito al regime ordinario, con IVA (l'aliquota standard è il 22%) da applicare in fattura. Vale la pena calcolare in anticipo se il tuo progetto di ecommerce può restare sotto quella soglia nel primo anno.
2. La fatturazione elettronica è obbligatoria dal primo giorno
Dal 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) riguarda anche chi è in regime forfettario, senza eccezioni legate al fatturato. Ogni vendita richiede una fattura elettronica in formato XML trasmessa tramite SdI: per un negozio online questo significa collegare la piattaforma di vendita a un software di fatturazione (o al gestionale) che generi e invii le fatture automaticamente ad ogni ordine, invece di farlo a mano una per una.
3. Pagamenti e diritto di recesso: cosa si aspetta chi compra
Carta di credito o debito, PayPal, Satispay e sempre più spesso Apple Pay o Google Pay al checkout sono ormai lo standard minimo per non perdere vendite. Ricorda inoltre che la normativa europea sui consumatori garantisce un diritto di recesso di 14 giorni dalla ricezione del prodotto per gli acquisti online, senza obbligo di motivazione: la tua politica di reso deve essere chiaramente visibile prima dell'acquisto, non solo nei termini e condizioni.
4. Spedizioni e resi: la logistica che decide se il cliente torna
BRT, GLS, Poste Italiane e DHL coprono la maggior parte delle spedizioni nazionali, e quasi tutti si integrano direttamente con le piattaforme di ecommerce più diffuse. Comunicare tempi di consegna realistici e offrire il tracking sono ormai requisiti minimi, non un plus. Vista l'incidenza dei resi, più alta nell'abbigliamento, vale la pena calcolare il costo delle spedizioni di reso nel margine del prodotto fin dall'inizio, invece di scoprirlo dopo i primi mesi di vendite.
5. Scegli la piattaforma in base a quanto devi integrare
Shopify, WooCommerce su WordPress e PrestaShop sono le scelte più comuni per i negozi online in Italia. Shopify offre la configurazione più rapida e pagamenti già integrati; WooCommerce conviene se hai già un sito WordPress o ti serve la massima personalizzazione. In tutti i casi, verifica prima di partire che la piattaforma si integri bene con il tuo software di fatturazione elettronica: è uno dei punti che più spesso costringe a rifare lavoro già fatto.
Cosa significa questo per la tua azienda
Nessuno di questi passaggi è complicato preso singolarmente, ma affrontarli nell'ordine sbagliato — scegliere la piattaforma prima di aver chiarito il regime fiscale, per esempio — porta quasi sempre a rifare lavoro. Se vuoi impostare il tuo negozio online senza procedere per tentativi, possiamo aiutarti a definire l'intera struttura, dalla piattaforma alla fatturazione fino a pagamenti e spedizioni.